quando si spegne il
D E S I D E R I O
Sia uomini che donne possono avere un calo del desiderio sessuale quando non riescono più ad avvertire quella tipica spinta attrattiva verso il partner capace di trasformarsi in comportamenti e gestualità finalizzati allo scambio erotico-sessuale.
... quando c'è una disfunzione ormonale
Il desiderio sessuale, la cosiddetta libido, è spesso correlato alla secrezione di ormoni androgeni e questo lo è sia negli uomini che nelle donne per cui, nei casi in cui può sussistere il sospetto di una disfunzione ormonale ( insufficienza delle ghiandole endocrine: testicoli, ovaie, ipofisi, tiroide ) con alterazioni anche di altri parametri legati al mal funzionamento di quella ghiandola, è opportuno rivolgersi allo specialista endocrinologo che imposterà un' indagine utile al raggiungimento della diagnosi. E' determinante valutare il quadro ormonale perché permette una interpretazione più precisa del quadro generale e della situazione psico-neuro-endocrina che si è strutturata e che, probabilmente è alla base del disturbo del desiderio. E', comunque, importante valutare anche lo stato psicologico del paziente che spesso risulta aver subito dei condizionamenti in tal senso, sia conseguenti al quadro ormonale alterato, sia al protrarsi di questo calo della libido che comporta sempre una sensazione di inadeguatezza che si accompagna, spesso, a sensi di colpa nei confronti del partner. Infatti molto spesso il calo del desiderio viene interpretato, almeno fino alla diagnosi vera e propria, dal partner come un disinteresse affettivo e attrattivo nei propri confronti. Da ciò deriva che la prima istintiva risposta è quella di sospettare nuovi interessi extra coppia e ciò può minare il clima all'interno della coppia stessa determinando un aggravamento della relazione con ulteriore peggioramento del desiderio.
Nei casi sostenuti da una disfunzione ormonale le possibilità terapeutiche oggi sono molto ampie e ricercate grazie allo sviluppo farmaceutico di sostanze sostitutive ormonali e a sostanze naturali a valenza androgena. Ovviamente la terapia, oltre a quella del desiderio sessuale, dovrà correggere anche tutte le altre discrasie endocrine associate alla patologia di base ed affrontare un ripristino delle condizioni relazionali della coppia, qualora queste fossero state minate da atteggiamenti esagerati di sfiducia, svalutazione con relativa perdita di intesa.
... quando c'è depressione
Il calo del desiderio sessuale può essere causato anche da turbe psicologiche, come gli stati depressivi, in cui si assiste a demotivazione all’agire generale e quindi anche sessuale. In questi casi si verifica una riduzione funzionale ma significativa del livello ormonale e questo spiega l’effetto marcato sul desiderio sessuale. Gli ormoni sessuali e quelli ad essi strettamente correlati, è ormai dimostrato in questi casi, si appiattiscono attorno ai livelli bassi della norma e a volte anche più bassi, ma quello che più risalta da tali studi è la perdita, nelle condizioni di abbattimento dell'umore come nelle depressioni croniche, della normale pulsatilità secretoria di questi ormoni.
Tali livellamenti hanno la capacità di ridurre il desiderio sessuale e rendere ancora più apatica la vita di una persona depressa ma si sa anche che le terapie appropriate, siano esse farmacologiche o psicoterapeutiche, hanno la capacità di far riprendere il normale livello di produzione grazie all’intervento terapeutico capace di ripristinare l’umore e la cenestesi cioè la auto-percezione di benessere. Tutto ciò è spiegato dalla stretta correlazione fra Sistema Nervoso e Sistema Endocrino la cui “centralina ” è costituita dall’Asse Ipotalamo-Ipofisi e che in gergo scientifico da decenni ha preso il nome di PSICO-NEURO-ENDOCRINO-IMMUNOLOGIA a voler significare lo stretto legame fra questi sistemi omeostatici dell’organismo nel regolare la vita fisica e psichica della persona. L’integrità non è scritta solo nel buon senso ma anche nella biologia del nostro essere.
... quando c'è una disagio di coppia
Oltre a questa spiegazione psico-organica del calo del desiderio sessuale ne esiste una correlata alla componente psico-relazionale della coppia. Quando si creano difficoltà comunicative all'interno della coppia fino al punto da rendere la convivenza arida, scontata se non addirittura conflittuale, il primo a farne le spese è proprio il desiderio sessuale. E' difficile immaginarsi reciprocamente disponibili a letto quando nel quotidiano non si riesce più a scambiare emozioni, coinvolgimenti, interessi. Spesso ci si ritrova, dopo mesi e anni di questo appiattimento relazionale a scoprire di non provare più quella propensione, quel trasporto per l'altro che aveva reso possibile, precedentemente, una intesa, una complicità, una armonia che si sono perse per strada. Si perde così la motivazione emozionale, passionale che solitamente costituisce il primum movens dell'approccio sessuale. Ci si ritrova a non sapersi più immaginare in una situazione intima con l'altro, l'altro ci appare estraneo e comincia ad essere difficile abbandonarsi ad atteggiamenti seducenti, a gestualità affettuose ed erotiche: insomma ci si ritrova un po' fuori posto in quell'amplesso che richiederebbe confidenza, fiducia, abbandono ed invece induce resistenza, rigidità, tensione.
In una relazione così espropriata delle sue naturali condizioni di attrazione seduttiva ognuno si sente legittimato a non riconoscere all'altro titolo al proprio soddisfacimento sessuale e scatta il rifiuto; rifiuto che ingenera nel tempo un atteggiamento rinunciatario e la coppia si ritrova a scambiarsi sempre meno fino a non baciarsi più, non accarezzarsi più, evitarsi, anche se a volte tenta qualche atto sessuale che risulta sempre più impacciato e fuori posto.
Tutto questo contribuisce a non sentirsi più coppia ma solo conviventi e si scopre che vivere sotto lo stesso tetto non vuol dire affatto riuscire a condividere. Una coppia non è tale perché convive ma perché convivendo sa condividere. Comincia a non vivere più l'affidamento reciproco e l'estraneità comincia a prevalere al senso di appartenenza. In realtà si sta realizzando una crisi di coppia che però aveva avuto come campanello d'allarme un apparentemente innocuo "calo del desiderio " ed invece nascondeva il germe della rottura, la consumazione dell'intimo legame costitutivo della coppia stessa.
Queste difficoltà spesso nascono da una difficoltà che la coppia incontra nella comunicazione a livello gestuale, affettivo, emozionale le cui cause sono molteplici e spesso affondano in una difficoltà all'accettazione reciproca nelle forme e nelle espressioni rappresentate nella quotidianità di una vita comune. E' significativo, in tal senso, registrare che tali situazioni appartengono più alla vita dopo il matrimonio o la convivenza che prima; infatti ognuno porta con sé una propria parte fatta di vissuti, di propri interessi e desideri, di proprie abitudini ed esigenze che sono difficili da accettare e condividere o rinunciare come avviene nella vita comune di una coppia convivente.
Spesso il matrimonio è causa di difficoltà proprio perché porta con sé questo obbligo alla rinuncia di una parte di sé per far posto all'altro il che comporta un cambiamento così radicale e repentino nelle propri abitudini, e nelle proprie libertà da mettere in crisi coloro che non si fossero preparati a questo significativo atto della vita. Matrimonio o convivenza hanno bisogno di essere sostenute da forti motivazioni emozionali e affettive in cui i sentimenti non siano solo sensazioni ma anche impegno e convinzione delle spinte attrattive reciproche. L'innamoramento , che spesso è considerato un momento giovanile e passeggero, penso, invece, che sia una condizione importante per tenere in piedi una coppia, intendendo per innamoramento quella condizione emozionale e passionale che permette alla persona di guardare l'altro con tensione attrattiva che è il vero stretto legame che sa tenere insieme una coppia. All'amore spetta il ruolo di quell'impegno che spinge i partner a farsi posto vicendevolmente nella propria vita, all'innamoramento il ruolo di mantenere viva quella componente passionale che unisce i partner nella loro reciproca ricerca e attrazione erotica.
nel nostro studio
A seconda del sospetto clinico eseguiamo test psicologici ma anche un esame bio-elettronico computerizzato delle onde cerebrali per valutare l’esatta condizione bioelettrica cerebrale alla base di disfunzioni e delle alterazioni dello stato psico-emotivo. Le terapie possibili rispondono chiaramente al quadro clinico riscontrato. Infatti nei casi di alterazione ghiandolare è indicato il ripristino della quota ormonale normale attraverso la somministrazione degli ormoni carenti.
Nel caso invece di quadri legati a stati psico-emozionali alterati la psicoterapia specifica può essere di grande aiuto per rimuovere, elaborandole, le cause di ansia e depressione alla base delle difficoltà affettive e sessuali.
I miglioramenti ottenuti sul piano comportamentale e dell’umore da questi interventi psicoterapeutici sono dimostrabili e documentabili attraverso sia un ripristino dei livelli ormonali confrontabili con quelli precedenti il trattamento sia una modificazione delle onde cerebrali confrontabile con il testo bio-elettronico di controllo.
Per quanto attiene, infine, i disagi di coppia, proponiamo una terapia di coppia capace di ripristinare quel livello comunicativo necessario all'intesa affettiva e sessuale che porterà poi a ricercarsi e recuperare le ragioni emozionali della scelta rimettendo in fase uno stare insieme ricco di desiderio e di piacere. Ovviamente alla base di tutto questo lavoro psicoterapeutico devono essere chiare la volontà e la determinazione a voler stare insieme. Una coppia può chiedere al terapeuta il miglioramento della propria intesa ma non certamente le scelte fondamentali che ne motivano la decisione di stare insieme, queste dovrebbero essere chiare e sicure nella volontà di ogni singolo partner già prima di rivolgersi al "tecnico della coppia".