Cos'è

la Induratio Penis Plastica o IPP  o  M.di La Peyronie

 

 

Il pene è costituito da due corpi cavernosi capaci di estendersi in seguito alla inondazione sanguigna conseguente alla eccitazione. Le vene poi, al termine della fase erettiva fanno defluire il sangue ed  i segni dell’erezione,  che sono indurimento, allungamento e ingrossamento del pene, scompaiono.

I corpi cavernosi sono avvolti da una tunica fibroso elastica, detta albuginea, che segue le modificazioni del tessuto cavernoso durante l’erezione ma ha anche la funzione di contenerlo, come un sacco che contribuisce a dare forma e consistenza. All'interno di questa membrana si possono creare zone di cicatrizzazione che fanno perdere alla membrana stessa la propria capacità di estendersi per seguire le modificazioni dei corpi cavernosi in fase erettiva.

Ne consegue una deformazione del pene che in erezione può dare dolore o apparire deviato per incurvamento in corrispondenza della placca cicatriziale o ristretto ad anello se la retrazione assume questa forma.

 

Sul piano funzionale le conseguenze possono essere limitative della erezione stessa che può diventare anche dolorosa oppure, se l’erezione è conservata,  può diventare difficoltosa o impossibile la penetrazione a causa della entità e forma dell'incurvamento.   

Questa patologia è chiamata Morbo di la Peyronie ( dal nome del suo scopritore Francois Gigot de la Peyronie che la descrisse nel 1743) o Induratio Penis Plastica o più brevemente IPP ed è una rara ( circa 1 caso su 2000 uomini ultraquarantenni ) forma degenerativa benigna del tessuto fibroso che circonda i corpi cavernosi o del setto che li divide.  Compare maggiormente in uomini al di sopra dei quaranta ma non è esclusa una insorgenza anche più precoce. 

La eziologia non è del tutto conosciuta ma i dati  della letteratura mondiale sono sempre più indicativi di una forma morbosa in cui un processo infiammatorio di tipo vasculitico ( cioè infiammazione dei piccoli vasi del tessuto ) porta a fuoriuscita di fibrina dai vasi e questa  "coagulandosi" determina le placche tipiche di questa patologia. 

La causa dell'inizio del processo è molto discussa e trova ai primi posti l'ipotesi di una serie ripetuta di micro-traumatismi sessuali, ma anche di una certa predisposizione genetica o di infezioni o di microangiopatia o di una componente autoimmune o come più probabile una  concomitanza di  alcune di queste cause. Fatto sta che  si osservano alcune associazioni di questa patologia con altr come il diabete mellito o il Morbo di Dupuytren ( sclerosi della aponeurosi palmare, cioè una retrazione cicatriziale della componente tendinea del palmo della mano ).

Di solito l’evoluzione è rapida e in fase iniziale può presentare dolore in fase erettiva ma può essere anche più lenta e non accompagnarsi a dolore il che ritarda la consultazione dello specialista determinando di fatto un ritardo dell’approccio terapeutico che, ironia della sorte, è tanto più efficace quanto prima avviato.

 L’ Induratio Penis Plastica è una patologia rara ma invalidante a causa delle possibili conseguenze anche sull'erezione e sulle potenzialità penetrative allorquando si verifichi un incurvamento severo.Per questo motivo è assai opportuno intervenire prima possibile sulle placche affinché queste non determinino la deformazione che indica uno stadio più avanzato della malattia. Infatti  sia nella fase infiammatoria iniziale che nella condizione di stabilizzazione delle placche con o senza incurvamento la terapia indicata è quella medica e locale. superato questo stadio  della malattia con una curvatura del pene superiore ai 45° o in presenza di placche calcifiche e molto estese viene presa in considerazione l'ipotesi di un intervento chirurgico.

Nel nostro studio

E' frequente che dallo specialista il paziente arrivi quando purtroppo si è instaurata la deformazione il che comporta sempre una ridotta potenzialità di successo della terapia ed una terapia più lunga e più intensa.

Una diagnosi precoce quindi sarebbe auspicabile  per cui suggeriamo che anche il solo sospetto ( parestesie, cioè  alterata sensibilità, dolori diffusi lungo l’asta specie in erezione che tendono ad inibire, in senso antalgico, l’erezione stessa ) dovrebbe indurre medico e paziente ad intervenire con le terapie specifiche magari con la consulenza di uno specialista del settore.

La diagnosi si basa sulla raccolta della anamnesi sessuale, sulla repertazione ecografia di placche

 ( non sempre facile ) e la loro misurazione, sulla autofoto che va sempre proposta al paziente al fine di documentare la presenza e l’entità dell’incurvamento.

 Modalità di esecuzione di una autofoto

L’approccio all’uomo con sospetta IPP prevede un iter diagnostico costituito da ecografia in fase erettiva farmaco-indotta per la individuazione della o delle placche, la loro localizzazione e misurazione e contestualmente una foto digitale del pene eretto al fine di calcolare l’esatto angolo di curvatura. Entrambe queste due documentazioni serviranno per orientare la scelta terapeutica fra medico-fisica o chirurgica e come confronto per dimostrare il miglioramento successivo alla terapia eseguita. 

Presso il nostro studio si osserva un protocollo secondo i più avanzati standard  di diagnosi e terapia della IPP.  

1-  valutazione della distribuzione e consistenza delle placche attraverso la visita medica specialistica

2- ecografia per precisare estensione, morfologia e costituzione delle placche

3- misurazione dell'eventuale angolo di curvatura

A questo punto si opta per il tipo di intervento: se le pacche sono calcifiche  e la curvatura supera i 45° si invia alla valutazione chirurgica. Se le placche appaiono verosimilmente fibrotiche e danno una curvatura al di sotto dei 45° si interviene con la terapia medica sistemica al momento più accreditata per la regressione delle placche ( gli studi sono in continua evoluzione ) e l'avvio di un 1° ciclo di terapie fisiche locali con sedute a cadenza settimanale ( costituite da applicazioni di  ionoforesi con farmaci attivi sulla fibrinolisi, ultrasuoni e laser terapia medica che stimolano il riassorbimento e la risposta antinfiammatoria oltre al fibrinolisi della placca stessa ).

La riduzione della placca in termini di consistenza e di estensione è possibile con una terapia medica costituita da farmaci antinfiammatori, antiossidanti e antisclerotizzanti unita ad una terapia fisica locale costituita dalla introduzione per via ionoforetica ( evitando così ulteriori insulti iniettivi ) nei corpi cavernosi di farmaci attivi sulla consistenza della placca anche grazie alla successiva applicazione di ultrasuoni e laser terapia ( con diodo a infrarossi ad emissione di  904 nm ). Questo primo ciclo dura tre mesi ( associazione di farmaci + sedute di terapia fisica ) dopo di che si procede ad una rivalutazione ecografica delle placche al fine di definire la scelta successiva fra sospensione per soluzione ottenuta oppure  riproposta di ulteriore ciclo terapeutico farmaco sistemico-fisico locale o passaggio a valutazione e terapia chirurgica. Una autofoto comparativa fra prima e dopo è sempre importante per documentare i risultati anche sul piano morfo-funzionale.

Questo complesso approccio permette di ottenere buoni risultati tanto più precoce è l’avvio del trattamento rispetto al manifestarsi dei sintomi: dolore ( che solitamente scompare sin dalle prime applicazioni, difficoltà erettiva, incurvamento del pene ( fra i 30° e i 45° ). Per incurvamenti del pene oltre i 45° è indicato direttamente l’approccio chirurgico.

Una fase della terapia locale diretta sulla placca.