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Deficit erettivo

 

DEFICIT ERETTIVO

Il DEFICIT ERETTIVO o DISFUNZIONE ERETTILE  (DE)  è una condizione di difficoltà ad ottenere o mantenere l’erezione da parte dell’uomo fino all'espletamento completo dell'atto sessuale.


Cos'è l'erezione ?

E' il meccanismo con cui il pene si inturgidisce predisponendosi a compiere l'atto sessuale in seguito a stimolo eccitatorio, indotto da comportamenti sessuali, pensieri e fantasie erotiche.

Con l'erezione il pene passa da uno stato di flaccidità o riposo, ad uno di turgore o eccitazione, allungamento, irrigidimento, ingrossamento, innarcamento verso l'alto: tutte condizioni finalizzate e indispensabili alla penetrazione.

Di conseguenza una scarsa erezione può compromettere in parte o in toto il compimento di un atto sessuale completo, cioè penetrativo.

Questo fenomento generalmente si accompagna ad un  senso di fallimento e di inadeguatezza che aggrava la condizione stessa. Ne deriva che l'uomo affetto tenderà a evitare l'occasione entrando in uno stato d'animo di frustrazione che può comportare anche una riduzione del desiderio stesso ( libido ).

L'umore così spento porta a credere meno in sé ( bassa autostima ) e il quadro tende ad avvitarsi su se stesso, se la coppia non riesce a reagire in modo virtuoso grazie ad un corretto atteggaimento femminile.

Atteggiamento che da una parte deve spingere il proprio uomo a interpellare lo specialista e dall'altro a toglierlo dall'imbarazzo della cilecca ripartendo con incontri sessuali erotici ma non esigenti ( riscoperta dei preliminari senza pretendere l'erezione ).

Di solito si crede che queste situazioni siano conseguenti a patologie organiche cioè malattie fisiche, poco credito si concede al ruolo della mente e della relazione. Invece le patologie organiche a volte ci sono altre no, invece la componente psicologica è sempre presente sia da sola che come aggravante di quella organica.

Se solo riflettessimo sul potere della mente sul nostro corpo non ci stupiremmo di questa affermazione. Infatti  basterebbe riflettere sullo stesso fenomeno erettivo per accorgersi che spesso è prodotto dalla sola immaginazione, dalla sola idea di fare, dalla fantasia erotica. Ciò dimostra che se il pensiero può indurre l'erezione, avendone la forza, esso stesso può inibirla imponendo la sua forza.

Quindi la mente amica o nemica di noi stessi permette di creare o dissipare  quella potente integrazione fra mente e corpo che ci può rendere invincibili o vulnerabili rispetto alle insidie del vivere quotidiano e delle relazioni con gli altri.

Quello che noi sappiamo è che ci viene spontaneo vivere, partecipare, godere quando tutto va bene; deprimersi, preoccuparsi e sfiduciarsi quando questo meccanismo si inceppa.

L'atteggiamento di pretendere troppo da sé, di competere e voler apparire e dimostrare,  ci pone in una condizione subalterna al giudizio nostro e degli altri e ciò consuma energie importanti, ci pone in continuo stato di allarme e quindi di scarica adrenalinica e sappiamo bene quanto l'adrenalina sia contraria all'erezione, inducendo vasocostrizione periferica.

Si finisce per preoccuparsi troppo del problema e occuparsi poco di se stessi. L'abbandono aiuterebbe come le carezze inesigenti perchè liberano endorfine, sostanze utili e favorevoli all'erezione. Interrogarsi troppo sulle proprie condizioni appesantisce il clima umorale aprendo un varco alle idee di incapacità e di impotenza e infilandosi in un stato simile alle sabbie mobili dove ogni movimento autonomo può diventare il pericolo maggiore per sprofondare sempre più: è quello il momento in cui occorre farsi aiutare, per primo dalla propria partner e rivogersi ad uno specialista sessuologo.

Inibizioni, paure e vergogne che una volta portavano ad evitare la richiesta di aiuto ad uno specialista oggi non solo sono fuori luogo, visto il livello di apertura e di consapevolezza che la cultura moderna ha portato su questi temi e sulla sessualità in genere, ma addirittura rischierebbero di far pagare un prezzo eccessivamente alto a se stessi e alla propria partner con motivazioni risibili al giorno d'oggi. Anzi è sempre più frequente registrare risentimento nella donna della coppia con problemi sessuali quando il proprio uomo stentando a rivolgersi allo specialista dimostra, nei fatti, di sminuire e non accorgersi della necessità di trovare soluzioni idonee non solo per lui ma per la coppia stessa. Vivere bene la sessualità è possibile per tutti, oggi più che mai grazie alla notevole professionalità degli specialisti del settore e alle particolari potenzialità terapeutiche sia farmacologiche che psicoterapeutiche oggi a disposizione e che, nella nostra esperienza, raggiungono livelli di efficacia risolutiva praticamente in tutte le situazioni presentate di tipo organico, psicogeno e miste.

La realtà è che sempre più uomini e coppie si rivolgono a noi specialisti per affrontare le loro difficoltà. Ed anche l'auto-medicazione, sempre più praticata, con i farmaci pro-erettogeni ( Viagra, Cialis, Levitra ) è destinata spesso all'insuccesso ( considerando che oltre l'80% delle persone che si rivolgono a noi per la prima volta ha già usato almeno uno di questi farmaci ) proprio per la complessità dei meccanismi che intervengono nel produrre il deficit e che spesso sono sostenuti in stati marcati di ansia già in previsione della prestazione, in condizioni di marcata insicurezza personale e sessuale e senso di inadeguatezza. Situazioni ben lontane dal poter trovare soluzioni efficaci con l'assunzione di una pillola all'occorrenza.

QUANDO CI SI TROVA IN QUESTE CONDIZIONI la cosa migliore è quella di rivolgersi prima possibile ad uno specialista del settore capace di inquadrare con competenza e professionalità le cause di fondo di quella specifica situazione e possa da ciò scegliere la terapia più idonea alla soluzione breve ed efficace del problema.

Il nostro studio cerca di offrire proprio questo: una sicura diagnosi e la scelta terapeutica giusta fra le tante che può offrire uno studio che da oltre 20 anni si dedica con successo alla soluzione dei disturbi sessuali e di coppia ( terapie mediche, psicoterapie individuali e di coppia, ipnosi-terapia ).

Le cause

1.     Il DE può essere una conseguenza di stati patologici generali che coinvolgono secondariamente il meccanismo erettivo come può succedere nel diabete mellito, in molti disordini ormonali, in stati che compromettono la normale innervazione  genitale, in stati debilitanti e tossici, in patologie che deprimono seriamente la funzionalità di organi vitali come il cuore, la respirazione, il fegato ed i reni.  Tali cause organiche, anche quando fossero presenti, non sempre si complicano con un DE per cui va sempre fatto un iter diagnostico serio e mirato al fine di valutare se e quanto il DE sia presente e sia attribuibile alla patologia sistemica.

2.     A queste si aggiungono le cause di DE così dette iatrogene  cioè quelle dovute ad assunzione di farmaci. I farmaci più coinvolti vanno da quelli ipertensivi ( molti di essi ma non tutti ) ad alcuni gastrointestinali, ad alcuni ormonali, prostatici, psicofarmaci, ecc.

3.     Ma almeno il 60-70 % dei casi di DE sono da cause psicologiche cioè legati a disturbi, problematiche e difficoltà riconducibili a stati psicologici del tipo ansioso, depressivo, ecc.

Forma organiche e/o psicologica ?

Il DE può presentarsi sia in uomini giovani che maturi e può avere una causa organica ( disturbo con meccanismo patogenetico fisico a livello del pene )  o psicologica ( disturbo funzionale senza causa fisica ma solo legato ad una disfunzionalità erettivo da causa psicosessuale ). Un  accurato inquadramento diagnostico può portare ad una valutazione sulla prevalenza dell'una o dell' altra di queste due componenti ( organica e psicologica ) il che permette allo specialista di distinguere sia in termini diagnostici che terapeutici quale atteggiamento tenere o preferire.

Questa prima distinzione fornisce allo specialista materiale utile per orientarsi sulle probabili cause del sintomo anche tenendo conto che la sfera sessuale è tanto delicata e particolare che la sua compromissione comporta sempre, se non come causa almeno come conseguenza, un coinvolgimento emotivo ed una sofferenza psicologica che, anche nel caso di una causa organica, aggrava il quadro.

Ogni volta che ci si trova dinanzi ad un DE occorre interrogarsi sempre su quali aspetti psicologici sono intervenuti sia come causa sia come successivo aggravamento del disturbo stesso che di solito si auto-mantiene e tende ad aggravarsi ad ogni insuccesso. Il meccanismo che si instaura in questi casi è quello della previsione profetica dell'insuccesso a causa dell'auto convincimento che se la volta precedente è andata male non può che non succedere cos' anche la volta successiva e, quindi, nonostante si finga di non pensarci si metterà in atto un comportamento teso a verificare l'esito della prestazione minandone così alla base l'atteggiamento utile e virtuoso dell'abbandono alle emozioni, della spensieratezza, della spontaneità, della capacità di saper godere delle sensazioni ricevute. Ne conseguono atti sessuali mal fatti, poco goduti,  tesi e stressanti: esattamente il contrario di una sessualità partecipata e quindi piacevole e corroborante. Tale  condizione rivela, di fatto, un aggravamento del problema manifestando un meccanismo così pernicioso, cioè che si avvita su se stesso in modo così negativo da mostrare l'avvenuto viraggio di un sintomo, unico e controllabile, in un disturbo, continuo o ripetitivo e ormai non più auto-controllabile.

Da ciò si intuisce l’importanza di poter ripristinare lo stato di normalità erettiva, prima e meglio possibile, intervenendo sulle cause organiche qualora esistano e sicuramente sulla condizione mentale, emotiva e relazionale per al parte di responsabilità che ha sulla ripetizione degli insuccessi.

Ripristinare un’ intesa sessuale nella normale vita di coppia è oggi non solo possibile in moltissimi, se non tutti, casi del genere, ma è anche doveroso nei confronti di se stessi e del proprio partner.

Come si manifesta

L’anamnesi, cioè la storia personale e la storia del disturbo sono essenziali in sessuologia per ottenere il risultato sperato. Quindi occorre armarsi di pazienza e cominciare ad indagare su tutti gli aspetti utili e significativi della evoluzione sessuale, della comparsa del sintomo, del modo di affrontarlo e viverlo, del modo di affrontarlo e viverlo da parte della partner ecc.

Alcuni aspetti importanti quanto iniziali di questa indagine sono legati al modo di pensare e vivere la propria sessualità sin dalle prime esperienze perché questo ci suggerisce quali convinzioni, quali idee di sé e quali pensieri hanno guidato il proprio modo di “essere”, di “avere”, di “provare”, di “ emozionarsi”… nella sessualità.

Ha anche importanza che il sintomo sia inquadrato per quello che rispetto a quello che appare al paziente ( il quale tende ad esagerane la portata nel tentativo di convincere il terapeuta della sua intensità e della importanza che esso assume per lo stesso paziente) ma nello stesso tempo è importante  sapere come il sintomo appare e viene vissuto dal paziente stesso e possibilmente il perché di questo suo modo di reagire al sintomo stesso. Queste due letture asimmetriche del sintomo offrono una importante chiave di lettura del disturbo e della dinamica psicosessuale che lo accompagna.

E’ importante anche considerare alcuni aspetti classificatori del DE secondo le seguenti distinzioni:

- deficit assoluto (quando si presenta con ogni partner e anche nella masturbazione)

- deficit relativo ( solo con alcune partner ma non con altre o nella masturbazione )

- deficit completo ( totale assenza della erezione )

- deficit parziale ( con erezione non completa )

- deficit di ottenimento (quando non si raggiunge un'erezione soddisfacente )

- deficit di mantenimento (quando non si riesce a mantenere una erezione efficace )

La diagnosi

Nei casi di sospetta natura organica un primo inquadramento diagnostico può essere fatto attraverso un’ indagine che smascheri la presenza di un diabete mellito, di un’ insufficienza epatica grave, di un’ insufficienza renale medio-grave, di un’ insufficienza respiratoria marcata, di una patologia psichiatrica maggiore, ecc.

Un’altra indagine andrà condotta sulle terapie in atto, specie riferite alle patologie più frequenti come l’ipertensione arteriosa, l’ ipertrofia prostatica, le patologie psichiatriche ivi comprese le nevrosi d’ansia e le depressioni, le patologie dello stomaco e, comunque, ogni farmaco assunto regolarmente dal paziente anche da tempi molto più lunghi di quello di insorgenza del sintomo.

La componente psicologica ( legata ad insicurezze, a presunte inadeguatezze, a disordini relazionali, a problematiche di coppia ...) riconosce solitamente una genesi improvvisa ed è prevalente nella giovane età; può anche, però, aggravare il quadro di una impotenza su base organica a causa dell’ansia e della prostrazione che l’inefficienza sessuale comporta.

Come abbiamo detto esistono forme di DE parziale o totale, a seconda dell' intensità del disturbo, forme transitorie o permanenti a seconda della percentuale di rapporti in cui il deficit interviene o la periodicità con cui si manifesta, esistono forme assolute, che praticamente caratterizza una condizione di impotenza interessante ogni rapporto intrattenuto oppure forme relative che sono presenti solo in circostanze particolari legate a partner o a situazioni e condizioni ricorrenti. Va considerata anche la presenza o assenza di una erezione spontanea notturna e mattutina

I casi relativi o transitori sono maggiormente diffusi tra le forme di tipo psicologico mentre le forme persistenti e assolute sono più frequentemente riscontrabili nelle forme organiche.

Una causa organica è più spesso alla base di sintomi ad inizio graduale dopo un periodo più o meno lungo di difficoltà sempre crescenti. Si può trattare in questo caso di patologie legate alla circolazione del sangue, a disordini ormonali, ad alterazioni della trasmissione nervosa, a patologie midollari o a malattie metaboliche o debilitanti

Nel nostro studio
Da questa presentazione si può intuire come una corretta diagnosi sia fondamentale per capire il meccanismo che ha indotto e sostiene il DE e orientarsi così su una terapia efficace seguendo sempre la logica di ottenere il massimo effetto possibile dal minimo intervento terapeutico.

Certo che, la possibilità che le due componenti organica e psicologica possano concorrere nel determinare un DE dovrebbe spingere verso specialisti capaci di intervenire su entrambe le dinamiche al fine di ottenere un approccio completo e complesso al problema sessuale. E’ quello che un sessuologo medico può e deve assicurare al proprio cliente.

Nel nostro studio possiamo intervenire in termini diagnostici attraverso l’esecuzione o la prescrizione di esami che ci permettano un inquadramento nosologico del problema quanto mai preciso e certo e da qui proporre una terapia efficace e rapidamente risolutiva.

A questa impostazione clinica affianchiamo sempre una valutazione psico-sessuale per capire e chiarirci quanto e quale impegno emotivo, relazionale e psicologico esista alla base o come conseguenza del disturbo stesso. Anche questo aspetto una volta chiarito viene fatto seguire da una terapia più o meno approfondita in funzione dell’ intensità e della dinamica psico-sessuale  riscontrata. A questo proposito vi invitiamo a leggere anche la presentazione della terapia psico-sessuale cosiddetta Sex Therapy.

Dr. Antonio Artegiani