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l'adolescente

non dimentichiamoci che l'apparato genitale maschile è prezioso come quello femminile, ma troppo poco controllato

La visita dall'andrologo ?
pochi minuti che valgono almeno una vita !

Disfunzioni ormonali

 

Endocrinologia


L'ENDOCRINOLOGIA è  la scienza medica che studia le ghiandole endocrine ( anche dette "a secrezione interna" ) , cioè quelle che producono gli ORMONI.

Di conseguenza studia gli effetti degli ormoni, le loro patologie e la loro utilizzazione terapeutica.

Le  Ghiandole endocrine:


1.IPOFISI che produce molti ormoni capaci di regolare la funzione di molte delle altre ghiandole endocrine. E’ così considerata “ la centralina di comando” di tutto il sistema ormonale, essa si trova al centro del cranio attaccata con un peduncolo al cervello stesso e funzionalmente unita ad una parte altrettanto importante per l’integrazione fra cervello, mente, sistema nervoso e ormonale che l’IPOTALAMO.

2.TIROIDE, secerne gli ormoni tiroidei, di cui la più famosa è la Tiroxina, ed è situata nella parte anteriore del collo. E’ regolata dall’Ipofisi.

3.SURRENE sono due posti a “cappello” sul rene, da cui il loro nome. Producono svariati ormoni la maggior parte dei quali a struttura cosiddetta “ steroidea” cioè tipo cortisone. In effetti il cosiddetto cortisone viene prodotto dai surreni come anche parte degli ormoni sessuali, oltre all’ormone che gestisce lo scambio di elettroliti a livello renale. Ed infine i famosi: Adrenalina e Noradrenalina. La produzione del “cortisone” è sotto controllo ipofisario, gli ormoni sessuali in parte, gli altri ormoni sono regolati da sistemi molto complessi non sintetizzabili in questa occasione.

4.PANCREAS è formato da una parte endocrina ed una esocrina. Chiaramente solo la parte endocrina produce ormone di cui il più conosciuta e’ senz’altro l’INSULINA, che regolamenta l’assorbimento e l’utilizzo degli zuccheri e quindi il loro allontanamento dal sangue, la sua carenza determina il DIABETE Mellito.


5.TESTICOLI sono le ghiandole sessuali e producono gli ormoni sessuali maschili. La loro parte esocrina produce gli spermatozoi che sono le cellule della riproduzione.


6.OVAIE sono le ghiandole sessuali e producono gli ormoni sessuali femminili rientrando nella fine regolazione del ciclo uterino fino alla produzione delle mestruazioni che sono l’atto finale di un ciclo in cui non c’è stata fecondazione. In caso di fecondazione le ovaie producono gli ormoni utili all’avvio e alla prosecuzione della gravidanza. La loro parte non endocrina porta a maturazione mensilmente un ovocita che diventa ovulo e viene emesso per l’eventuale fecondazione. Dopo circa 14 giorni, se la fecondazione da parte di una spermatozoo non è avvenuta, l’ovulo viene espulso con le mestruazioni.


7.PARATIROIDI producono l’ormone paratormone che regolamenta il metabolismo del fosforo e del calcio.


8.EPIFISI in età infantile produce melatonina che gradualmente viene a ridursi fino a scomparire. E’ ormone del ritmo sonno-veglia e della maturazione sessuale,  ma probabilmente il suoi effetti non si limitano a questi più conosciuti e vengono tutt’ora studiati.


9.Altri tessuti ghiandolari dell'apparato gastroenterico, ecc.

Le  più diffuse PATOLOGIE ENDOCRINE:

Irsutismo

È una patologia della donna caratterizzata da un aumento del numero e della distribuzione dei peli, che ricorda quella mascolina ( come ad esempio lungo la linea che collega l'ombelico al pube, cosiddetta linea alba, oppure sul torace ed attorno al capezzolo, sul viso, sul mento sopra il labbro superiore e, sul pube, la distribuzione dei peli si presenta più a forma di losanga che di triangolo rovesciato come sarebbe tipico della donna ).

Questa patologia è una delle più diffuse della endocrinologia femminile ed è spesso sostenuta da squilibri ormonali che vanno ben individuati attraverso esami specifici visto che oggi, più di ieri esiste la possibilità di poterli curare ottenendo un miglioramento del quadro clinico e dell'estetica. L'irsutismo va distinto dalla IPERTRICOSI che è solo aumento di peluria con il mantenimento della normale distribuzione tipica femminile; solitamente non è sostenuta da disfunzioni ormonali ma è più una condizione personale, individuale congenita: e come tale solitamente non richiede particolari approfondimenti e nemmeno terapie specifiche.

Negli ultimi venti anni in questo campo si è raggiunto un notevole progresso diagnostico-teraputico che ha portato di fatto la endocrinologia a riconoscere oltre il 95% delle cause che determinano l'Irsutismo.

L'etiologia, cioè la causa, della piccola percentuale rimasta non è identificabile e quindi va sotto il nome di irsutismo idiopatico.

Gli squilibri ormonali che inducono l'irsutismo sono solitamente legati alle ghiandole che secernono ormoni sessuali, come ovaie e surreni, con funzione androgena cioè mascolinizzante. Una volta inquadrato il problema con la visita endocrinologica ( per distinguere se ci si trova dinanzi ad un irsutismo o ad una ipertricosi ) attraverso test specifici si raggiunge una diagnosi tale da poter giungere ad una terapia mirata per la particolare causa che sostiene la patologia.

Oggi le potenzialità diagnostiche e terapeutiche fanno raggiungere anche in questo campo un notevole livello di successo che, in considerazione della ridotta incidenza di effetti secondari e della importanza sempre maggiore che l'aspetto estetico ricopre nella società attuale, inducono molte donne con tale problema a rivolgersi agli endocrinologi ed a ottenere una soddisfacente risposta.

Va anche detto che l' IRSUTISMO, in qualche caso è un segnale esterno di patologie endocrine di una certa rilevanza e quindi approfondire le cause può a volte smascherare in tempo utile condizioni patologiche insidiose e serie.

Obesità

È una patologia molto diffusa in questa nostra epoca in cui l'alimentazione, almeno alle nostre latitudini, non soffre certamente di carenze. Anzi nell'era della opulenza l'alimentazione ricopre una funzione anche di status symbol, sia pure in un contesto di conflittualità tra la eccessiva disponibilità di prodotti anche accattivanti che incitano alla tentazione di sovralimentarsi e la forte attrattiva nei confronti dei modelli socio-culturali dominanti ( con innegabili ricadute anche positive sulla salute fisica ) che fanno della immagine esile e snella il punto forte del successo. Ma l'obesità oltre ad una genesi di tipo alimentare è sostenuta da disfunzioni ormonali ( tiroide, surreni, ovaie ) e a sua volta essa stessa provoca squilibri endocrini che contribuiscono a mantenerla.

Quindi la vera e propria obesità, e non il sovrappeso ( insomma oltre il ~15% del peso forma vai più avanti e fai la prova con la formula: potrai sapere se sei nella norma, in sovrappeso, in obesità o in obesità marcata) quasi sempre è correlata ad equilibri ormonali anomali siano essi causa o causati dalla stessa obesità. Tra questi vanno annoverate anche le patologie metaboliche e del ricambio, come diabete mellito, gotta, dislipidemie che rientrano nelle competenze dell'endocrinologia. Ne consegue che l'obesità, pur rimanendo una tipica patologia da scompenso nutrizionale, e come tale indispensabilmente da curare con regime dietetico, è una patologia complessa che non può essere affrontata ( come il normale sovrappeso ) con facili soluzioni dietetiche autodefinite in famiglia, ma necessita di un inquadramento diagnostico terapeutico condotto con competenza da personale specializzato. Per sapere se sei in forma, puoi effettuare da solo un...

Autotest del peso


Controlla il tuo peso e confrontalo con quello ideale che ottieni con la formula seguente:

1. togli 100 alla tua altezza;
2. togli ancora il numero che ottieni riducendo la tua altezza di 150 e dividendo il risultato per 2 se sei donna e per 4 se sei uomo;
3. il numero che ottieni è il peso forma di una persona matura (secondo la formula di Lorentz).  

Per essere più realisti andrebbe tenuto conto anche della età ed allora potresti correggere questa formula aggiungendo un numero pari alla tua età diviso 20.

Ricapitolando:

P.I.= H - 100 - [ ( H - 150) / 2 se sei donna oppure / 4 se sei uomo] + (E / 10)

P.I = Peso Ideale
H = la tua altezza
E = la tua età

Risultati del test:
Il peso così ottenuto si avvicina molto al peso forma (per maggior precisione andrebbero calcolati altri parametri più specialistici e non applicabili con un autotest). Confrontalo con il TUO: se il tuo supera del 15% il peso forma sei in SOVRAPPESO (controlla allora il tuo stato di salute con analisi routinarie in accordo con il tuo medico); se il tuo peso è fra il 15% e il 45% del peso forma: si tratta di OBESITÀ : occorre rivolgersi al proprio medico ed avviare una serie di esami specifici, fare una dieta sotto controllo, possibilmente da un dietologo; se il tuo peso supera del 45% il peso ideale si tratta di OBESITÀ MARCATA, occorre che con il tuo medico faccia un programma di approfondimento specialistico e decidiate di consultare un endocrinologo.
LE INDICAZIONI FIN QUI DATE SONO ATTENDIBILI MA NON SUFFICIENTI PER FARE UNA DIAGNOSI CLINICA DI OBESITA’ O SOVRAPPESO. PUOI DECIDERE DI SOTTOPORTI A VISITA MEDICA O SPECIALISTICA PER AVERE UNA DIAGNOSI CERTA!

Ipogonadismo

È una condizione di inefficienza ormonale da parte dei testicoli i quali producendo meno ormone testosterone creano una ridotta maturazione dell'apparato genitale compresa la funzione riproduttiva. In pratica con questo termine si intende una carenza ormonale maschile che può intervenire in età evolutiva o in età adulta.. L'aspetto esterno dell'apparato può non essere ridotto se la carenza è intervenuta solo in età matura. Oppure viceversa anche i genitali appaiono di dimensioni ridotte se l'ipogonadismo è intervenuto in età puberale; in questo ultimo caso l'apparato genitale sarà, se non si interviene con le cure, poco sviluppato e quindi anche il funzionamento sessuale e riproduttivo saranno compromessi con varia intensità. L'ipogonadismo può dipendere da una scarsa capacità secretoria dei testicoli o da una ridotta stimolazione degli stessi da parte dell'ipofisi: nel primo caso sarà definito primitivo, nel secondo secondario. La caratteristica di tale sindrome, quando interviene già in età adulta, non è il cattivo funzionamento sessuale, perché anzi esso può anche non essere intaccato ma il deficit riproduttivo nel senso che questi adulti possono mantenere una potenza coeundi ( cioè capacità di portare a compimento l'atto sessuale ) ma non generandi ( cioè la capacità di procreare ). Va chiarito che questa è una delle possibili cause di incapacità di procreare ma non è l'unica! Quindi in caso di STERILITA' occorre procedere con attenzione e competenza alla ricerca della vera causa che può essere diversa da un ipogonadismo. La terapia consiste nel dare l'ormone mancante sia nell'ipogonadismo della età evolutiva che per quello della età adulta, anche se con diverse strategie terapeutiche e diversi prodotti. Oggi si può contare su una vastità di soluzioni terapeutiche tale da poter personalizzare ogni trattamento ed ottenere il massimo beneficio con il minor impegno di somministrazione praticamente raggiungendo un elevato recupero del quadro clinico insieme ad una compliance, cioè una adesione totale del paziente al piano terapeutico: il che è fondamentale per terapie come questa che si protraggono praticamente per tutta la vita.

UNA COSA DIVERSA DALL'IPOGONADISMO è L'IPOGENITALISMO CGE VA DISTINTO DAL PRIMO QUANDO SI MANIFESTA UN RIDOTTO SVILUPPO PENIENO CON NORMALE EVOLUZIONE TESTICOLARE. E' UNA CONDIZIONE  CHE SPESSO VIENE VISSUTA PSICOLOGICAMENTE MALE IL CHE AGGRAVA LA COMPONENTE FISICA REALE, CHE SPESSO è DEL TUTTO INESISTENTE. LO TRATTIAMO CON ATTENZIONE QUI DI SEGUITO.

Ipogenitalismo

Questo termine sta ad indicare una condizione maschile che presenta un apparato genitale di ridotte dimensioni: sotto i 12 cm. in erezione. Su queste misure esiste un folto, e a volte folle, rincorrersi  di cifre e di modalità di misura, quasi che ogni uomo avesse bisogno di esprimere in termini di lunghezza la propria virilità. Da ciò deriva un vezzo a misurarselo che  spesso  è più  esplicativo di un disagio personale  che nulla c'entra con le reali dimensioni ( solitamente normali alla prova dei fatti )  ma molto di più con la propria difficoltà ad accettarsi per quel che si è. Non tutti nascono con un piede che da grandi misurerà 46 di scarpe e difficilmente un buon 39 non riesce a tenere in piedi una persona. Questa  condizione di disagio che porta a considerare il proprio pene meno di quello che in realtà è con una insicurezza di ben altro significato viene definita come Sindrome del PENE PICCOLO, che vuol dire paura di avere un pene piccolo, indipendentemente dalle sue reali misure.

Il vero IPOGENITALISMO, cioè l'effettiva ridotta crescita genitale,  è, fortunatamente, raro e  solitamente è determinata da condizioni ormonali maschili carenti durante la pubertà, cioè lo sviluppo, e passate sotto silenzio e quindi non affrontate e non corrette adeguatamente.
Per questo il ritardato sviluppo genitale deve essere sempre considerato sia dai genitori che dal medico curante al fine di ricorrere, nel caso si  sospetti, ad una accurata indagine endocrinologica ed eventualmente rivolgersi allo specialista endocrinologo.

E'  possibile intervenire con maggior risultato nel periodo stesso dello sviluppo ( vedi anche il capitolo PUBERTA' RITARDATA ) non  appena si  intravede una certa difficoltà a maturare i caratteri sessuali primari e secondari.
L' intervento è di tipo ormonale e va realizzato prima possibile da mani esperte evitando, possibilmente, il ricorso a pericolose scorciatoie alimentate anche da medici senza scrupoli ed interventisti oltre ogni ragionevole ottimismo scientifico.

Occorre comunque precisare che l'ipogenitalismo non è una patologia del funzionamento dell'apparato genitale per cui " pene piccolo " non vuol dire anche "pene poco funzionante". Se ne deduce che sebbene non conformato a foggia di bella presenza può essere comunque una valida presenza quando, entrato in funzione saprà difendere con orgoglio il proprio operato maschile dando buona prova di sé: insomma pur piccolo che sia la sua funzione può svolgerla egregiamente pretendendo, a buona ragione, di poter dare qualche punto anche a colleghi di presenza molto più imponente ma meno "solida".

Amenorrea

Per amenorrea si intende l'assenza di mestruazione che si può verificare nella ragazza che non ha mai avuto un ciclo (AMENORREA PRIMARIA) o nella donna dopo avere avuto un periodo di normale periodicità mestruale (AMENORREA SECONDARIA). Nel primo caso le ragioni possono essere di natura fisica generale o locale oppure endocrinologiche mentre nel secondo caso solitamente, a parte la gravidanza, sono segno di una disfunzione del normale ciclo ormonale della donna adulta. Il ciclo della donna adulta è dominato da un intreccio di ormoni che tra loro sono strettamente correlati e si susseguono con una precisione ed una puntualità tale da richiedere una organizzazione complessa della regolazione e del controllo da parte, fondamentalmente, della ipofisi, ghiandola posta subito sotto il cervello e ad esso collegata, situata indicativamente dietro la radice del naso al centro del cranio. Tutto questo complesso sistema può andare incontro ad inceppamento con una certa facilità per cui si considera che nella donna matura ( dopo i 18-20 anni) il salto di uno o due cicli all'anno possa considerarsi non obbligatoriamente indice di patologia. Addirittura nelle ragazze, cioè quando ancora il sistema delle regolazioni ormonali non è andato a piena maturazione, la tolleranza di cicli imprecisi è ancora maggiore. Nonostante questo ogni alterazione del ciclo deve indurre la donna a prestarsi maggiore attenzione, in primo luogo segnando da sola alcuni dati che potranno tornare utili all'Endocrinologo, qualora dovesse successivamente decidere di rivolgercisi; alcuni di questi dati possono essere la data di inizio e di fine della mestruazione, il quantitativo del flusso mestruale, eventuali perdite durante il periodo fra i due flussi (colore, durata, eventuale odore emanato, dolore associato), eventuale secrezione lattescente dal capezzolo, intensità e irradiazione del dolore mestruale, ed ogni altra particolarità ritenuta "strana" dalla donna stessa. Le amenorree, o più in generale le alterazioni del ciclo mestruale come allungamento, accorciamento, alterazioni della intensità, dolore intenso, sono causate da varie problematiche di vario tipo alcune prettamente di competenza ginecologica ma la maggior parte di competenza endocrinologica e devono essere poste nella giusta cornice diagnostica per poter essere curate e risolte. Non va dimenticato, inoltre , che in alcuni casi sono la spia di ulteriori problemi interessanti la sfera genitale ed ormonale in genere (specialmente se associati ad aumento di peluria e di peso, a secrezione mammaria, a dolore intenso, ripetitivo e localizzato, a difficoltà riproduttive, a ingrossamento del collo, a diabete mellito ecc.)

Pubertà ritardata o precoce

La pubertà è il momento in cui il fisico inizia la sua evoluzione verso una forma di maturazione somatica e sessuale: il cosiddetto sviluppo. Si conoscono , sia per i maschi che per le femmine, varie tappe dello sviluppo inquadrate in periodi di età anche molto ampi. Quando però i genitori intravedono nel proprio figlio o figlia segnali di accelerazione o di ritardo dello sviluppo allora è cosa buona rivolgersi all'Endocrinologo perché tale problematica è spesso legata a condizioni ormonali da indagare. Non è necessario, al primo sospetto ricorrere allo specialista basterebbe rivolgersi al propri medico, ma nel caso in cui tale sospetta anormalità si prolungasse e fosse condivisa anche dal medico generico allora è opportuno rivolgersi all'Endocrinologo per evitare di perdere tempo prezioso. Infatti, non intervenire in tempo utile in situazioni come queste, che se ben inquadrate e approfondite possono risolversi anche con relativa semplicità, espone al rischio del non riconoscimento di disfunzioni ( vedi anche ipogenitalismo e ipogonadismo) in grado causare , per tutta la vita stati di insoddisfazione personale, di disagio, in relazione a tratti somato-sessuali non rispondenti alle normali aspettative di un uomo e di una donna. Oggi tali esigenze sono ancora più presenti e mal celabili e spesso sostengono quel senso di inadeguatezza che è alla base dei famosi "complessi" che condizionano la vita quotidiana di tanti uomini e donne.



Altre patologie

Altre patologie rientrano nella competenza dell’endocrinologia ma la loro trattazione sarebbe troppo impegnativa per il nostro sito per cui ne diamo indicazione in questo elenco che segue.

MALATTIE DEL RICAMBIO e DEL METABOLISMO


- diabete mellito

- gotta

- ipercolesterolemie

- ipertrigliceridemie  

MALATTIE DELL' IPOFISI

- ipopituitarismo

- diabete insipido

- sindrome di Shean  

MALATTIE DELLA TIROIDE

- ipotiroidismo primario e secondario

- ipertiroidismo primario e secondario

- Morbo di Basedow

- Morbo di Plummer ( o nodulo caldo secernente )  

MALATTIE DEL SURRENE

- ipersurrenalismo (sindrome di Cushing)

- iposurrenalismo (Morbo di Addison )

- androgenismi  

MALATTIE DEI TESTICOLI

- ipogonadismo

- sterilità  

MALATTIE DELL'OVAIO

- Sindrome di Stein-Leventhal o Ovaio policistico

- amenorree endocrine