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Induratio Penis Plastica

La Malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica ( IPP ) è una patologia cicatriziale e invalidante del pene.

Vediamo di scoprirla con attenzione.

Il pene è costituito da due corpi cavernosi capaci di estendersi in seguito alla inondazione sanguigna conseguente alla eccitazione creando il fenomeno della EREZIONE, caratterizzato da alcuni segni specifici: allungamento,  ingrossamento e indurimento del pene. Le vene poi, al termine della fase erettiva, si riaprono facendo defluire il  sangue e l’erezione si riduce fino al ritorno del pene allo stato di partenza ( flaccidità ).

I corpi cavernosi sono avvolti da una tunica fibroso elastica, detta albuginea, che li avvolge uno ad uno e li contiene in modo da dare la tipica forma cilindrica. Tale tunica è elastica per assecondare le escursioni del tessuto cavernoso estendendosi al momento dell'erezione e ritraendosi al termine di essa. Per questo motivo è fondamentale che essa si mantenga elastica e della giusta consistenza per mantenere la forma in ogni condizione,  specialmente quella erettiva,  estendendosi  in modo armonico e simmetrico.



Nella malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica si formano delle "cicatrici" nella guaina che ricopre i corpi cavernosi (albuginea). Queste cosiddette placche fanno perdere elasticità nel punto in cui si formano cosicché la guaina da quel lato non si estende come dovrebbe in fase erettiva e ne consegue un incurvamento del corpo cavernoso e conseguentemente del pene.



Questa deformazione del pene è spesso il primo segno che induce a rivolgersi dal medico e poi dallo specialista. Alla palpazione la persona stessa  e il medico avvertono dalla parte della concavità uno o più noduli più o meno grandi, a volte dolenti. Può anche intervenire una difficoltà erettiva associata. In erezione si può avere anche dolore a tutto il pene nel momento della sua massima estensione. Il pene può apparire incurvato in corrispondenza della placca o ristretto ad anello se la retrazione assume tale forma.

Per questo motivo è assai opportuno intervenire prima possibile sulle placche affinché queste non determinino quella deformazione dei tessuti alla base dell'incurvamento, che indubbiamente è indicativo di una maggior gravità del quadro e che comunque è più difficile da risanare una volta creatasi.

Proprio per questo gli uomini andrebbero informati e indotti ad avere l'abitudine di palparsi periodicamente l'asta per cogliere i segni di un indurimento a forma di nodulo.

L’ Induratio Penis Plastica è una patologia rara ma invalidante a causa delle possibili conseguenze anche sull'erezione e sulle potenzialità penetrative allorquando si verifichi un incurvamento severo.

Ciò che va assolutamente chiarito è:

NON E' UNA PATOLOGIA NEOPLASTICA, NON SI TRATTA DI TUMORE.



Questa patologia chiamata Morbo di la Peyronie ( dal nome di Francois Gigot de la Peyronie di Montpellier, una bella cittadina del sudovest della Francia, che la descrisse la prima volta nel 1743, pur essendo già da tempo conosciuta) è definita come Induratio Penis Plastica ( IPP ) per la condizione che la caratterizza, in cui lungo il pene compaiono dei noduli più o meno duri che con il tempo provocano una deformazione dell'asta in senso di incurvamento o di rotazione o di restringimento o di due o tre insieme, facendogli acquisire una plasticità tutta diversa da quella naturale.

Ma vediamo ora in dettaglio le caratteristiche della malattia

E' una patologia che colpisce gli uomini sin dalla terza decade di età anche se maggiormente fra i 40 e i 60 anni. La sua incidenza viene stimata da vari studi fra il 5 e il 7 %.

La causa di inizio del processo è spesso associabile a trauma unico e violento o a microtraumi sessuali ripetuti: la dinamica patogenetica si può riassumere in una fuoriuscita di fibrina a causa del trauma che si consolida coagulandosi in forma di placca fibrosa. La calcificazione, cioè l'assunzione di una consistenza più dura e duratura può essere una caratteristica della placca sin dall'inizio o intervenire successivamente come aggravamento.

Si riconosce la possibilità che alterazioni vascolari, metaboliche, stressanti ( lo stress ossidativo è valutabile e sempre più appare elevato nei pazienti che ne soffrono), e genetiche ( positività all'antigene HLA-B27 ) abbiano un significato importante sia in termini di predisposizione che di favorimento della manifestazione e giochino anche un ruolo condizionante il decorso clinico.

Per questo non è più pensabile affrontare questa patologia senza:

  • un'adeguata anamnesi per l'individuazione dei comportamenti sessuali potenzialmente dannosi, la registrazione di una eventuale DE. la presenza di dolore, una analisi degli stili di vita favorenti;
  • un'indagine laboratoristica approfondita e specifica anche sul piano della misurazione dello stress ossidativo;
  • un inquadramento di tipo genetico;
  • una stadiazione di tipo ecografico della placca o delle lesioni peniene da eseguire in flaccidità e solo successivamente, se necessario, in erezione farmaco indotta ( meglio senza iniezioni locali dirette come facciamo nel nostro studio ).

Solo una così ampia valutazione diagnostica può permettere oggi di suggerire percorsi terapeutici efficaci evitando interventi correttivi chirurgici non indicati per la entità e la gravità del caso.

Correggendo, infatti, quei fattori predisponenti e intervenendo con terapie farmacologiche efficaci sulla fibrolisi e con trattamenti locali tradizionali ( iontoforesi,ultrasuoni,laserterapia) o meglio innovativi ( www.induratiopenis.net ) capaci di favorire il rimodellamento delle lesioni, si ottengono buoni risultati in termini di riduzione o, almeno, di blocco della progressione della patologia.

Grazie a questo approccio multi-terapeutico è sempre più frequente registrare anche riduzioni di curvatura, specie nei soggetti più giovani e nelle situazioni meno compromesse, senza ricorrere a interventi chirurgici o trattamenti cruenti ( tipo infiltrazioni ) ed ottenere un riscontro positivo con soddisfazione da parte del paziente.

Infatti il ruolo di concause diverse come infezioni, microangiopatie, dismetabolismi ( diabete ), stress ossidativo, l'associazione con altre patologie similari come, ad esempio, il Morbo di Dupuytren ( sclerosi della aponeurosi palmare, cioè una retrazione cicatriziale della componente tendinea del palmo della mano ), spesso in varia misura concorrenti, è prioritario nella dinamica patogenetica della malattia, che innescata dal traumatismo, proprio in presenza di questi fattori, finisce per scatenare una serie di eventi cellulari che portano all'infiammazione di tipo vasculitico con fuoriuscita di fibrina e conseguente formazione della placca, cioè un "ispessimento" della guaina albuginea.

Di solito l’evoluzione è rapida ma pauci sintomatica, però può essere anche più lenta e accompagnarsi a dolore, deficit erettivo, disagio personale e difficoltà meccanica al coito per via della curvatura forzata e manualmente non più riducibile.  Se ritarda la consultazione dello specialista il quadro può aggravarsi rendendo più difficoltoso l'approccio terapeutico. Si calcola che in sei mesi una placca tende a crearsi e a stabilizzarsi, ma non la patologia che può progredire provocando altre placche: in questo periodo prima si interviene e meglio è.

Nel nostro studio

E' frequente che dallo specialista il paziente arrivi quando purtroppo si è instaurata la deformazione il che comporta la necessità di intervenire presto e bene ( non c'è tempo da perdere o margini di errore concessi ) :

Sin dalla prima visita si procede all'inquadramento anamnestico e contestualmente si sottopone il paziente ad una Ecografia peniena attenta e scrupolosa, mirata alla individuazione, misurazione, e stadiazione delle placche. Si prosegue con la richiesta degli esami laboratoristici necessari alla conclusione diagnostica.

Ottima cosa se il paziente si presenta già con delle autofoto ( vedi come si eseguono dall'immagine qui sotto ) altrimenti gli si chiede di eseguirle a casa e poi inviarle per via telematica. Le autofoto sono determinanti per la misurazione precisa dell'angolo di curvatura e quindi per la stadiazione.

Tutti questi dati vengono inseriti in una Scheda Clinica Specifica consegnata al paziente e che lo accompagnerà durante tutto il decorso clinico-terapeutico da noi suggerito.


Infatti l'approccio cambia a seconda della condizione rilevata attraverso eco, autofoto, esame obiettivo, esami del sangue, eventuale RX,: per questo è fondamentale approfondire la diagnosi per poter fare la scelta terapeutica più opportuna ed efficace.

 


Ogni scelta terapeutica richiede un controllo a distanza della sua efficacia con valutazioni in itinere e in fase finale attraverso ecografie, autofoto e nuove analisi che mostrino la correzione dei fattori predisponenti.

Presso il nostro studio si osserva un protocollo secondo i più avanzati standard  di diagnosi e terapia della IPP: visita del pene, anamnesi, prescrizione di esami, esecuzione di Ecografia Peniena, proposta di intervento:

1) se le pacche sono estese curvano il pene oltre 45° impedendo tecnicamente la penetrazione il paziente viene inviato, tramite contatto diretto, alla valutazione chirurgica.

2) Se invece le placche appaiono limitate e la curvatura è al di sotto dei 45° ( la stragrande maggioranza ) si interviene in modo conservativo. Con farmaci adatti a spegnere la flogosi in atto, stimolare il riassorbimento della placca, migliorare la circolazione, ridurre l'edema e il dolore in erezione, anche aggiungendo, se necessario, applicazioni locali capaci di rimodellare la placca.
In sintesi le opportunità terapeutiche sono:
  • terapia medica sistemica necessaria in funzione dell'esito degli esami di laboratorio ( antiinfiammatori, antistressori, ormonali, antiossidanti, fibrinolitici... )
  • terapia locale farmacologica
  • elettroterapia fisica locale eseguibile con Laser, Ultrasuoni, Iontoforesi, Diatermia calibrata ( vedi www.induratiopenis.net ) in funzione del quadro emerso e secondo protocolli di intervento studiati sul caso clinico in funzione di esperienza e casistica accumulata negli anni dai nostri professionisti.

La riduzione della placca in termini di consistenza e di estensione con una terapia così integrata è possibile in una ottima percentuale di pazienti che si rivolgono al nostro Centro che è in contatto con altri Centri italiani di eccellenza sulla materia, con i quali svolgiamo studi e confronti esperienziali al fine di condividere casistica e risultati importanti per la conoscenza e l'evoluzione scientifica in una patologia così di nicchia come è il M. di LaPeyronie.

 

Applicazione di una terapia fisica locale.

Visita anche il blog: www.induratiopenis.net che presenta una innovativa tecnica di terapia locale di placche fibro e calcifiche