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Porno-dipendenza

C’è una condizione sempre più diffusa di dipendenza che è la dipendenza da pornografia veicolata da internet e del così detto Cybersex, cioè contatti virtuali fra persone finalizzati alla reciproca eccitazione accompagnate, solitamente, da pratiche masturbatorie.

Sono molti uomini, ma anche donne, che vivono questa condizione: la maggior parte,  pur stando male, non ritiene di voler smettere ma ce ne sono altri che vorrebbero uscirne ma non sanno come fare e a chi rivolgersi.

Questo ambulatorio vuole proporsi come riferimento per dare a chi lo desidera questa opportunità. In questi anni abbiamo ottenuto un buon successo nei casi in cui la collaborazione da parte del paziente era sostenuta da una forte volontà di venirne fuori.

La posta in gioco è molto importante per il singolo, per la coppia e per la società stessa: è per questo che quest’ anno abbiamo posto come prioritario l’obiettivo di raggiungere e trattare il maggior numero di persone in condizioni di porno-dipendenza.

E’ difficile che una persona ammetta, se non in ambito strettamente amicale o familiare di trovarsi in questa condizione per cui è fondamentale estendere il più possibile questa informazione affinché raggiunga, anche in modo indiretto, amici, conoscenti, compagni, partner, clienti ecc e tra queste possa arrivare alle persone interessate. E’ importante sapere che il trattamento è rapido ed efficace per cui impegna le persone ma non in modo eccessivo.

Cos’è la PORNO-DIPENDENZA

Negli ultimi anni, con l’avvento di internet la pornografia ha dilagato con modalità del tutto incontrollabili a causa della vastissima gamma di forme a disposizione ( visione di immagini foto e video, chat, scambi e incontri virtuali con contestuale pratica masturbatori attraverso siti dedicati, ecc. ).

Così realizzato il ricorso alla pornografia assume un connotato consumistico esasperato con un carattere compulsivo tale da configurare una vera e propria condizione di dipendenza. Tutto ciò è favorito da un’ offerta pornografica praticamente illimitata, a costi bassissimi (il costo di una telefonata locale) ed  accessibile a chiunque abbia un minimo di conoscenza del PC e di navigazione internet, senza limiti orari e senza difese ( filtri irrisori e facilmente aggirabili).

Il fenomeno è molto più diffuso di quanto non si creda tenendo conto che i siti più frequentati nella rete sono proprio quelli a sfondo sessuale e che chat e siti di incontri virtuali  sono in netta espansione. Riguarda milioni di persone nel mondo ed ha assunto ormai la caratteristica di problema sociale.  In Italia da poco si comincia a valutare il fenomeno come serio e diffuso.

La pornodipendenza ha una caratteristica assolutamente orizzontale: uomini e donne, con partner e senza partner, giovanissimi e persone mature, credenti e non credenti, tutte le fasce economiche e sociali. Spesso i fruitori sono partner di coppie fisse ( coniugate o conviventi ) che non accedono alla pornografia cibernetica a causa di difficoltà di coppia o di carenze affettive o per compensazione ad una carenza di sessualità attiva nella coppia ma per un proprio sfogo autonomo ed una ricerca spasmodica di una dimensione surreale, attraente sul piano della fantasia erotica che non impone nessun investimento reale né sul piano della conquista né del coinvolgimento sentimentale o dell’impegno personale: comincia come un gioco di cui però non si riesce, ben presto, a farne a meno.

Tale abitudine però può mettere in seria crisi le coppie. Uno di loro comincia a gravitare su una sfera esterna alla coppia stessa, e diviene sempre più inafferrabile per questa sua irrefrenabile pulsione che lo porta a scappare dal contatto vero e proprio con il partner in carne ed ossa.  La virtualità, per la sua illimitata potenzialità esperienziale, diventa una attrazione che supera sempre il paragone con la concretezza dei limiti insiti nella relazioni vere e concrete della coppia.  Si finisce così per togliere alla coppia energie, lesinare impegno e iniziative alla vita di coppia relazionale, sentimentale e sessuale: la crisi è un rischio molto concreto.

Confessare la pornodipendenza è quanto mai difficile perché significa ammettere una propria indole solitaria in una dimensione che invece è tutt’altro che solitaria  nell’accezione comune che sin da bambini si coltiva della sessualità.
Riconoscersi pornodipendente innesca una disistima che parte proprio dal fatto che ci si accontenta di una versione virtuale, e quindi non reale, della propria sessualità il che contribuisce a considerarsi un po’ infantili perché quelli “mai cresciuti” sono coloro che si accontentano della favole e non esplorano la realtà.  Dinanzi a quel monitor si perde la coscienza temporale e le ore scorrono con una tensione che aumenta sino alla liberatoria decisione di eiaculare.
La pornodipendenza peggiora molti aspetti del vivere quotidiano perché nevrotizza i rapporti con se stessi e con gli altri nel lavoro e nei rapporti sociali, riduce il livello di attenzione e la capacità di concentrarsi con conseguente minor resa nel lavoro e nello studio, altera le modalità di percezione dell’altro sesso appiattendo molto l’aspetto umano e affettivo sul piano della speculazione sessuale, in particolare nei rapporti di coppia si finisce per perdere interesse e attrazione nei confronti dei rapporti reali perché ovviamente limitativi rispetto alle fantasticherie virtuali,  tutto ciò comporta una  condizione di progressiva sfiducia in se stessi.
Il o la pornodipendente è spesso solo nella sua disperazione, nella sua vergogna, nella sua mancanza di autostima e non sa a chi rivolgersi e non sa nemmeno se qualcuno davvero potrebbe dargli un aiuto efficace: si pensa già come incurabile, perso nella sua patologia irrisolvibile.
Confessare a sé stessi di trascorrere ore ed ore davanti al monitor a guardare foto e filmini pornografici è quanto mai imbarazzante, svelarlo ad un estraneo è lacerante.
E’ per tutto questo che è molto importante che chiunque venga a sapere di questa abitudine, a qualsiasi titolo, di amicizia, professionale, per  fiducia o per disperazione, possa suggerire una possibile soluzione cui aggrapparsi.
Vorremmo che tale opportunità diventasse concreta grazie alla sinergia di operatori sanitari ( consultorio, medici di famiglia ) e sociali ( assistenti sociali, operatori ): più la rete si allarga più sarà possibile suggerire una via di uscita da un tunnel dal quale difficilmente si intravede la luce.
In questi anni nel nostro studio abbiamo trattato con successo molti casi di soggetti porno-dipendenti, ma sempre pochi rispetto all’ampiezza del fenomeno… che non è solo un problema individuale, ma di coppia e sempre più sociale.
Sapere di poterci porre rimedio è già un passo avanti per ridare fiducia a chi si trova in questa condizione. Nel nostro Studio di occupa di questa condizione come di tutte le altre dipendenze la Dr.ssa SANAVìO, psicoterapeuta strategica. .